sabato 3 ottobre 2009

Scheda: Caridina multidentata



Caridina multidentata
(Dana, 1852)


Simpatico gamberetto d’acqua dolce molto utile al controllo della proliferazione algale. Adatto anche ad acquari molto piccoli, abbinabile preferibilmente a compagni di vasca di pari dimensioni.
Difficoltà d'allevamento: davvero minima, specie consigliata anche a neofiti.









Nome scientifico:

Caridina multidentata


Nota al Nome Scientifico:

ancora spesso chiamata con il “vecchio” nome Scientifico “Caridina Japonica” in vigore fino al 2005.


Nome comune:

gambero di vetro
Gambero di Amano
Amano shrimp


Famiglia:

Atyidae


Luogo d’origine:

Giappone, Taiwan, Fiji, Madagascar


Morfologia:

come in tutte le Caridina il corpo è interamente coperto da una corazza detta “esoscheletro”, composta da carapace e cefalotorace. In C. Multidentata l'esoscheletro è trasparente e ricoperto da varie linee composte da puntini color rosso scuro, a volte quasi neri, del diametro di circa 1 mm.
L'Esoscheletro è composto dal Carapace (parte anteriore a difesa del capo ove è collocato il cuore) e dal Cefalotorace (a tutela sia del capo sia del resto del corpo e diviso in sei parti mobili).
Durante la crescita della Caridina l’esoscheletro viene sostituito più volte per far posto ad una nuova corazza. Se quindi vi sembra di scorgere nel vostro acquario il corpo esanime di una Caridina aspettate a disperarvi, potrebbe trattarsi semplicemente del suo esoscheletro.


Dimorfismo sessuale:

da adulta la femmina, oltre che per la maggior lunghezza, è distinguibile dall’addome più voluminoso che tende a conferirgli un aspetto decisamente più tozzo e massiccio rispetto ai maschi. Il sesso è distinguibile (ma non sempre con certezza) anche osservando i puntini scuri presenti sui fianchi, che nelle femmine tendono ad essere allungati divenendo più simili a dei piccoli trattini che non a dei punti.


Dimensioni:

fino a 4 cm il maschio, fino a 5 cm la femmina.


Ciclo vitale:

dai 3 ai 4 anni.


Dimensioni Minime Acquario:

non hanno particolari esigenze di spazio, ma logicamente non bisogna esagerare. Concediamogli almeno 3 litri netti d’acqua per esemplare. In un acquario da 10 litri netti ne potremo quindi inserire 3 esemplari.


Allestimento Acquario Allevamento:

è una specie quasi “alghe dipendente”, per star bene deve avere sempre a disposizione piante, legni ed arredi vari da ripulire, l’allestimento dell’acquario deve quindi essere finalizzato alla soddisfazione di tale peculiarità. La preferenza nella scelta delle piante deve premiare quelle varietà che, più di altre, garantiscano una costante presenza di microfauna e di proliferazioni algali, muschi vari e Cladophore saranno scelte ottimali.
Evitare acquari aperti causa spiccata tendenza ad evadere. Le fessure delle bocchette d’aspirazione del filtro non devono essere troppo larghe altrimenti le Caridine non esiteranno ad attraversarle.


Valori consigliati per l’acquario d’allevamento:

- PH 6,5 / 7,5
- GH 10 / 25 °dGH
- Temperatura 22 / 27 °C


Alimentazione:

specie onnivora, si nutre di tutto ciò che trova in acquario, con predilezione per microfauna ed alghe, molto utile nella lotta a quest'ultime che divora continuamente, tranne che dai vetri causa impossibilità d’appiglio. Non disdegna di cibarsi anche di pesci morti.


Livello di nuoto:

tutti i livelli con predilezione per il fondo.


Comportamento:

gamberetto pacifico da inserire in gruppi numerosi, altrimenti diviene eccessivamente timido fino al punto di non alimentarsi più.


Biocenosi:

non abbinare le Caridine a pesci di taglia eccessiva e tendenzialmente carnivori (ad esempio Pterophyllum scalare) in quanto potrebbero venir da essi attaccate e divorate.


La Riproduzione


Difficoltà:

minima


Modalità Riproduttiva:

specie ovovipara


Maturità sessuale:

non si hanno dati certi in merito


Formazione della coppia:

se in gruppo numeroso le Caridina Multidentata si accoppiano in continuazione e casualmente, non esistono casi di formazione di coppie fisse, i rapporti sessuali si ripetono meccanicamente senza uno “schema” preciso.


Alimentazione della coppia:

non si hanno suggerimenti particolari in merito.
Di sicuro l’abbondanza di nutrienti disponibili aiuta.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:

come detto le Caridine multidentata continuano ad accoppiarsi senza sosta. All’interno dei range di valori proposti per l’acquario d’allevamento le femmine non hanno dunque problemi a produrre continuamente uova e tanto meno i maschi a fecondarle mediante rapporto sessuale. Per ottenere la schiusa delle uova fecondate e la sopravvivenza dei piccoli è però consigliabile, spesso indispensabile, conferire una certa salinità all’acqua rendendola leggermente salmastra. In questo caso i valori di PH e GH tenderanno alla parte alta del range proposto per l’acquario d’allevamento, diciamo quindi che un PH attorno al 7,5 ed un GH superiore a 18 °dGH sono auspicabili se si vuole ottenere la buona riuscita del percorso riproduttivo delle Caridina multidendata. Per le dimensioni minime che l’acquario riproduttivo deve avere non si possono dare indicazioni in quanto questa specie riuscirebbe a riprodursi anche in un bicchiere d’acqua.


Allestimento Acquario Riproduttivo:

come già detto, per ottenere la schiusa delle uova ed una crescita ottimale delle larve occorre avere una piccola vaschetta adibita ad acquario salmastro e trasferirvi la madre quando è già in stato di gravidanza avanzata. L’aggiunta di sale durante la preparazione dell’acqua della vaschetta “parto” (sale apposito per acquario marino in vendita nei negozi specializzati) deve ammontare a circa 17 grammi per ogni litro d'acqua. Il filtro della vaschetta deve essere sottodimensionato (o anche assente del tutto) e sulle rispettive griglie d’aspirazione deve essere posta una copertura di sicurezza con tessuto a maglia fitta (ad esempio Organza o Tulle) per evitare l’assorbimento dei piccoli appena nati. Fondamentale la presenza di vegetali che garantiscano apporto costante di microfauna e proliferazioni algali, ideali allo scopo Cladophora aegagropila (che è già di per sé un’alga) e muschi vari (ad esempio Vesicularia dubyana).


Schiusa e Primi Giorni:

la femmina trattiene sotto i pleopodi le uova fino alla loro schiusa, che avviene 7 / 10 giorni dopo la loro fecondazione, dopo di che divarica i pleopodi e libera i piccoli, già del tutto simili agli adulti ed autosufficienti. Come detto le piccole Caridine devono disporre subito di abbondante microfauna e di formazioni algali cui possiamo aggiungere con moderazione infusori liquidi.






Autore: Andrea Perotti



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